Erano le 15 del pomeriggio, il pranzo era durato a lungo e Harmonya soreseggiava del the davanti alla finestra scrutando da lontano il giovane Kalt che abilmente suonava il suo violino.
Quella era la sua bevanda preferita perchè aveva un sapore dolce di frutta, che lei lo ricollegava ai sentimenti, anch'essi dolci e forti.
La giovane amava passeggiare nelle lande ghiacciate ove ormai la vegetazione era rara.
Alla sua nascita il suo regno era spelendente e col passare del tempo si sentiva un pò a disagio: non riusciva a governare il regno, tutto pian piano decadeva, forse a causa del suo sangue mezzo umano.
Il padre la rimproverava spesso, senza donarle mai un attimo d'affetto. Lui ero troppo impegnato coi suoi doveri da re: doveva controllare i guardiani, gli abitanti e persino l'ordine e la sicurezza di tutto il regno.
La sera era imminente, Harmonya corse verso l'uscio, poco prima della cena, per fare una passeggiata. Il buio si stava avvicinando, le nuvole coprivano quel poco di cielo che si notava nelle notti più calde, e le stelle scomparivano al primo soffio di vento. L'orizzonte era sconosciuto però vi erano piccole farfalle luminose a rischiararle il sentiero.
Le campane rimbombavano, quel suono così duro che ordinava il cambio dei guardiani tintennava nelle orecchie della giovane fanciulla.
Corse in fretta, per frasi trovare li davanti, vicino all'abitazione di Kalt.
"Uhm, e tu che ci fai qui?" - disse con aria schietta il violinista.
"Sono venuta a salutarti e a..." - rispose intimidita la principessa.
"Devo mangiare e poi devo dormire, non ho tempo di sentire le tue parole dolci, scusami"
Harmonya ci rimase malissimo, ma prima di lasciarlo andare, afferrandogli l'estremità della camicia esclamò: "Volevo solo dirti che sei sempre molro bravo a suonare, non pensavo di disturbarti così tanto, non lo farò più... però accetta questo dono"- e gli mise in mano una bustina color porpora, fatta interamente di seta da un profumo intenso: era una piccola porzione della sua miscela di the preferita.
"Volevo solo condividerla con te, nel pomeriggio bevendola mi sei venuto in mente"
"Grazie, l'assaggierò, ora devo scappare" - e se ne andò con un piccolo cenno di saluto.
La giovane tornò a casa, cenò e si mise subito sotto le coperte, era un pò triste a causa delle parole fredde del giovane guardiano.
Il padre bussò alla porta.
"Ehi, i cuochi mi hanno detto che non hai toccato cibo stasera, va tutto bene? Devi mangiare! Non vorrai fare mica la fine di tua madre, a letto a sputar sangue ovunque! Vedi di aprirmi e finirti almeno questa minestra, che l'averci dato quattro cucchiaiate non ti terrà di certo in vita, tu dovrai governare al posto mio figliola, devi stare in forma!" - disse Hars con tono molto severo, ma non troppo freddo e meschino.
"Padre non ho appetito stasera, domani mattina farò sicuramente un abbondante colazione, ora gradirei essere lasciata stare, sono molto stanca, vorrei solo riposare in pace"- rispose con tono malinconico la figlia.
"Va bene, ma domani vedi di mangiare in abbondanza, chiederò ai cuochi di controllarti e non ti lascieranno uscire fin quando non avrai finito tutto, riposati. Buonanotte!" - e se ne andò.
Nel frattempo Kalt basito dal suo stesso comportamento decise di assaggiare la tisana che gli era stata donata il pomeriggio stesso dalla giovane principessa.
La cena l'aveva riempito molto: non era un abile cuoco, preferiva farsi cucinare i piatti dai cuochi del castello e pagarli in spettacoli suonati. Ogni settimana gli venivano consegnate sette pietanze diverse, lui doveva solo conservarle e mangiarle quando la fame lo coglieva. Questa sera era stato colto da un grande appetito e ne mangiò due, forse era per quello che non riusciva a prender sonno, o forse perchè si sentiva in colpa della reazione che aveva avuto con Harmonya.
Nutriva, da molto tempo, un forte sentimento verso quella giovane, ma lo reprimeva a causa della legge che gli impediva di svilupparlo o comunque portarlo avanti e concretizzarlo.
Inoltre, orami da anni la flautista Aùrora gli si era confessata, dicendo che provava un forte amore nei suoi confronti.
Queste parole restarono impresse nella mente di lui per molto tempo, ma non ricambiando i sentimenti provati da Aùrora, non si sforzò nemmeno di inventare una soluzione e i giorni a venire la rifituò in modo aspro.
Da quel giorno lei non fece altro che peggiorare il suo comportamento, prima la morte del fratello, poi il rifiuto da parte del suo amato che le ricordava tanto il suo stretto parente defunto.
L'acqua della tisana ribolliva nel pentolino sopra il fuoco, Kalt versò un cucchiaio di contenuto della bustina color porpora nell'acqua e attorno a se scoppiò un profumo avvolgente.
Si sentì colto da una forte passione che lo travolse al primo sorso. Questo the per lui, non era solo un forte affetto, ma anche un afrodisiaco.
Pian piano, sorso dopo sorso la tisana finì e si portò via l'incantesimo che si era creato con qull'odore dolce, e così si lasciò abbandonare da Eros e dal suo sonno.
La mattina Harmonya si svegliò con un gran appetito, scese in cucina e si abbuffò subito di pietanze dall'aspetto squisito, come torte ricoperte di glassa e foglie di alloro, o bacche immerse nel latte speziato alla vaniglia.
In quel momento Kalt giunse al castello per ringraziare la principessa.
"Salve, sono giunto fin qua per dirti che ho gradito il tuo dono, quel the era davvero delizioso."
"Oh..." - arrossì. "Mi fa molto piacere, quando ne deisderi un altra tazza non esitare a chiedermelo."
"Sarebbe bello se ne bevessimo una insieme una volta" - rispose sorridendo Kalt, era la prima volta che le sua labbra smorfiavano in una mezzaluna.
Il suo respiro si faceva sempre più fittizzio poi smise per un attimo di respirare e rispose prendendo fiato: "Ceratamente, quando desideri"
"Ti vedo tesa, che ne dici di assaporare subito quel dolce sapore di frutta? Tanto vedo che stai ancora facendo colazione, non credo ti disturbi bere una tazza di the con un giovane e stanco guardiano"
"Certo che non mi disturbi, chiedo subito al cuoco di portarcene due tazze".
L'attesa era ansimante e i due, seduti gli uni accanto agli altri si agitavano col passare dei minuti.
"Ecco a voi la bevanda!" - Disse il maggiordono. "Ora però se non vi dispiace devo sparecchiare,potete andare in camera o in salotto, come preferite. Harmonya tuo padre sarà felice, hai mangiato davvero tanto. Sicuramente ti sarai ripresa da ieri sera".
Il cuore di Kalt si strinse, sapeva che in qualche modo centrava con il digiuno della giovane principessa ma non disse nulla per non infierire.
I due giovani si alzarono e con le due tazze bollenti in mano salirono le scale fino a giungere davanti alla porte della camera della principessa. Si sedettero sul letto, ancora sfatto e con le lenzuola stropicciate.
Pochi minuti dopo l'odore di quella tisana afrodisiaca cosparse l'intera camera, che essendo molto piccola rispetto alla cucina, assorbiva meglio il profumo.
Al primo sorso, i due sorrisero e si guardarono arrossendo. Lui era molto sicuro di se, lei era palesemente imbarazzata. Era chiaro che tra i due non c'era una normale confidenza.
Lui si lasciò andare e al secondo sorso avvicinò la sua mano a quella di Harmonya. Lei non fece nulla, stava ferma apparentemente, a differenza dei suoi battiti, che correvano all'impazzata.
Anche quelli di Kalt non erano da meno, ma non per lo stesso motivo di lei: lui era colto da una forte eccitazione.
Le loro mani si sfioravano lentamente sulle lenzuola calde e profumate, lui spostò la mano un pò più in alto, verso il polso, pian piano saliva, a ogni sorso che beveva. Giunse alla spalla e si fermò.
Ad un tratto la sua espressione cambiò.
"Devo andare, è tardi, devo essere preciso fra poco è il mio turno, se la campana suona in anticipo e io non sono li avrò dei problemi, è meglio se mi sbrigo, scusa. Ciao" - e se ne andò di corsa, lasciando a metà la bevanda calda.
Lei, impietrita, non fece nemmeno in tempo a salutare che lui era già andato via. Non riusciva a capire i suoi sentimenti, a volte era gentile, altre freddo e distaccato, ignara della risposta si sedette sulla sua poltrona a leggere un libro in attesa del pranzo.
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