martedì 16 ottobre 2012

Capitolo quattro - "Un vento gelido dal nome Aùrora"

Dormiva di giorno e stava sveglia di notte, aveva un ritmo di vita molto chiuso e cupo. La sua vita era incentrata su se stessa. Una ragazza autonoma, abituata a vivere da sola, poco socievole, schietta, fredda, cruda e cinica. Non si faceva mettere i piedi in testa ma il suo carattere sbeffeggiatore la isolava da chi lei amava. Era convinta di essere perseguitata dalla sfortuna, pensava di essere vittima di qualche sortilegio fatto dalla zia di Harmonya per suo ordine, infatti provava un sentimento d'odio nei suoi confronti.
Aùrora era da tempo una guardiana e vide distruggere il proprio regno da Anemya, o almeno era quello che lei credeva. Inoltre, Kalt ha sempre preferito la figlia del re a lei, e ciò non ha fatto altro che aumentare l'odio nei suoi confronti.
Aveva una profonda amicizia col pianista Caelum, il quale segretamente nutriva, anch'esso affetto per la principessa.
Harmonya era dotata di un fascino simile a quello di una bambola di porcellana : ingenua, timida, dolce, tranquilla e molto sensibile. Quando era piccolina, amava portare doni ai guardiani, a tutti anche ad Aùrora, la quale però, rifiutava tutto per paura d'essere imborgliata.

Quel giorno di tanti anni fa la piccola Harmonya, ancora ignara di come funzionasse la vita nel regno, decise di andare nel giardino vicino al lago, distante qualche metro dal castello, per raccogliere dei fiori. La mattina liportò a Kalt, il quale ringraziò in modo freddo, la sera li portò a Caelum il quale ringraziò la piccola e le diede un bacetto sulla guancia e per finire andò nel pomeriggio successivo da Aùrora la quale prese i fiori e li buttò a terra dicendo "se li volevo me li andavo a prendere da sola", quel giorno anche Harmonya non nutriva una forte simpatia nei confronti della flautista, ma essendo sempre molto spensierata e con poco rancore non ci fece più caso e incominciò a ignorarla.

Tra le due non correva di certo buon sangue, altre vicende nel'infanzia della principessa hanno segnato il loro rapporto. Caelum, dall'animo nobile, ad ogni loro litigio, cercava di rappacificarle, ma tentativi vani, poichè Aùrora non voleva sentire scuse.

Il suo passato era triste, e viveva col peso della morte del fratello, odiando tutte le donne, perchè avevano portato il suo amato consanguineo a perire.
Quel giorno bruciarono tutti i suoi sentimenti, i desideri si spezzarono come rami in balia dell'inverno gelido, quel vento la trascinò via e le ghiacciò l'animo.

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