giovedì 4 ottobre 2012

Capitolo due - "Quel pargoletto, la piccola Harmonya"

Harmonya amava specchiarsi mentre si accarezzava i capelli con una spazzola d'oro che gli era stata regalata dalla madre alla sua nascita.
A quei tempi il regno godeva di una luce armoniosa e regale. La giovane Anemya si era appena sposata con il re Harsh, il loro era stato un incontro casuale, ed entrambi si erano lasciati trasportare troppo presto dal fato.
Lei era una terrestre, ma Harsh essendo il capo del regno aveva poteri di trasformare gli umani in abitatnti di ghiaccio. Nessuno scoprì mai la triste verità che affiliggeva quella giovane coppia, solo loro due ne erano a conoscienza.
Quel giorno le nuvole erano più fitte del solito, il giovane principino spaventato da quel forte temporale decise di andare a trovare il grande saggio del nord, comandante e dirigente del meteo, pur non essendo a conoscienza della strada. Camminò per ore, senza scrutare meta e dopo un intera giornate giunse a una porticina piccola con un pomello liscio e scivoloso. Non sapeva dove potesse portare quel minuscolo cancello umido, ma impavido decise di aprirlo. Scivolò velocemente su uno scivolo immenso, attraverso le nubi, attraverso il temporale e giunse in una piazza piena d'erba.
Sulla sua testa spendeva un sole caldo e luminoso e il canto degli uccelli che cinguettavano attorno agli alberi gli ricordava la sua dolce dimora. Un viso angelico e molto pallido gli apparve subito davanti. Era una fanciulla dai capelli color grano. Lei allungò la mano verso di lui, sorridendo.
Lui le accarezzo il dorso, fino al polso, e poi si tirò sù.
"Dove sono?"- esclamò Harsh.
"Come dove sei? a nord della scozia!"- rispose la ragazza.
"Cos'è la Scozia?"
"Il posto in cui vivo, davvero non lo sai...? Da dove vieni?- chiese.
"Dal regno ghiacciato"-rispose.
"Da cosa?"-mormorò ridendo.
"... tu sei forse una terrestre?"- domandò ancora.
"Si, certo! Te sei un angelo?" - esclamò scherzosamente.
"Io? io sono il futuro re del mio regno, vivo sopra di te"
La loro conversazione andò avanti per ore, fino a quando non venne notte. La giovane dovette rientrare e il principino disperso e non sapendo come tornare a casa si appisolò su quel prato.
Prima di prendere sonno ripensò alla bellissima ragazza con la quale aveva parlato, ai suoi sorrisi e alla sua pelle profumata e calda, diversa dalla sua.
"Se vi era una porta che conduceva qui, accompagnata da un lungo scivolo, ma non vi era una scala per risalire significa che sarò costrettò a stare qui per sempre? Quella porta perchè era stata creata se è vietato scendere sulle terra? Noi veniamo feriti dal calore umano, perchè ne siamo così attratti? ..."
Milioni di domande gli percuotevano la testa.
Intanto nel suo regno tutti erano preoccupati per la sua assenza e iniziarono le ricerche in tutto il paese senza giungere a risultati.
Il mattino seguente il sole era ancora caldo e alto nel cielo e Harsh non sentiva alcun dolore fisico se non l'implacabile bisogno di rivedere la fanciulla incontrata il giorno prima.
"Non le ho nemmeno chiesto il nome... come farò a rivederla?" - si domandava tra sè e sè mentre percorreva il torrente che scendeva a valle.
"Ehi, il fato ti ha ricongiunto a me eh?" - esclamò ragazza di ieri.
Felicissimo di rivederla rispose: "Ieri non mi sono nemmeno presentato, mi chiamo Harsh."
"Piacere, il mio nome è Anemya"
Parlarono ancora per ore, delle loro diversità di come batteva più velocemente il suo cuore.. da li a poco il loro incontri si fecero più fitizzi e non casuali.
Harsh mancò dal suo regno per due anni e mezzo, fino al giorno in cui la sua pelle si stava lentamente squamando.
"Che accade? ti senti male? la tua temperatura mi sembra molto alta, è quasi simile alla mia..." - disse preoccupata Anemya.
"Come ti dissi anni fa, il mio corpo non è abituato a questo genere di temperatura, te sei troppo calda per me"- rispose in modo freddo e triste.
"Non dire così, troveremo un rimedio"
"Devo tornare al mio regno, se non voglio morire"- disse con tono malinconico.
"Non puoi lasciarmi qui, senza di te, io sono innamorata, io ti amo harsh"
In quel momento il cuore di Harsh iniziò a battere troppo velocemente provocandogli una forte emozione mai provata prima, era un pò spaventato da tale cosa, ma si sentiva al settimo cielo, così prese la decisione che riteneva più opportuna e disse: "No, non ti lascio qui, tu verrai con me".
"E come? Mi hai detto che gli umani non sono ammessi nel vostro regno?"
"Si, ma non ti ho detto che io ho la capacità di trasformarli in persone come me."
"E perchè non lo hai fatto subito, perchè patisci qui, quando potevamo stare insieme la? Voglio diventare una di voi"
"Non è facile, spesso questo genere di cose porta una morte prematura a chi viene trasformato"
"Voglio rischiare"

Quel giorno fù fatale per la salute della giovane Anemya che da li a poco ogni giorno tossiva sangue.
Successivamente alla sua trasmutazione tornarono al paese di ghiaccio. Il padre di Hasrh lo accolse a braccia aperte, felice di vederlo, senza domandargli nulla, ne dove fosse stato in questi anni ne chi fosse quella giovane fanciulla, non ne aveva bisogno, lui sapeva già tutto, ed era felice per loro, così li aiutò a mantenere il segreto e poco dopo li unì in matrimonio.
Col tempo però la salute di Anemya non faceva che peggiorare, così un giorno Harsh preso dalla disperazione le chiese a tono basso nell'orecchio:
"Non voglio perderti, ma so che accadrà presto e sarà solo colpa mia, ora dimmi, cosa vuoi che io faccia per te, prendilo come un ultimo desiderio, puoi chiedermi di tutto e io lo farò senza esitare, promesso".
"Voglio un figlio, un pargolo tutto nostro, possibilmente una femmina, vorrei chiamarla Harmonya, in nome del principio che tiene in ordine questo regno senza che crolli, l'armonia."
"Sarà fatto".
Anemya morì poco dopo la nascita della bambina, l'ultima cosa che disse alla figlia prima del sospiro finale fu:
"Tieni, questa contiene il mio segreto, la chiave del mio amore...". - e le diede una spazzola fatta interamente d'oro, quella che lei ora ama così tanto.

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