giovedì 4 ottobre 2012

Capitolo uno - "I guardiani del tempo"

Esattamente a metà tra cielo e terra vi era un regno fatto interamente da abitazioni di ghiaccio sospese nel vuoto. Il castello sorgeva al centro delle lande, alto e splendente. Scendendo nelle rive gelide vi erano abitazioni comuni fatte interamente da acqua congelata e diamanti. In alto, a mezz'aria tra il castello e il lago d'oriente vi erano tre casette, collegate a triangolo da piccoli ponticelli traballanti. In ognuna di esse ci viveva un guardiano; essi erano fondamentali per il sostenimento del regno: ognuno aveva una funzione vitale. Caelum era il più giovane, aveva da poco ereditato il suo posto in seguito a un triste e drastico incidente che aveva afflitto il vecchio guardiano. Era uno dei più importanti cittadini del regno, il suo compito era quello di mantenere un equilibrio affinchè il regno non cadesse a pezzi. Assieme a lui, nella casetta vicino vi era Aùrora un'altra guardiana, e in quella difronte ai due, vi abitava Kalt, il più freddo e solitario dei tre.
Ognuno ricopriva un ruolo diverso, anche se il loro scopo era comune. Caelum era un pianista, abile nel canto e nell'intonazione, suonava ad occhi chiusi e amava dipingere: spirito libero per eccellenza. Aùrora suonava il flauto traverso, le sue note concise rispecchiavano il suo animo stretto e avido; il suo più grande passatempo era tessere. Kalt era il volinista, animo coraggioso e calmo, nel tempo libero si esercitava con la spada per un imminente guerra futura.
Ogni rintocco dopo le sei ore dava il cambio ai guardiani, che ogni giorno dovevano mantenere stabile la civiltà. Dovevano seguire tantissime regole, inanzitutto gli era vietato avere relazioni sentimentali, bere alcolici, mangiare dolci e procreare. Chi non rispettava i perfetti orari veniva punito con la pena di morte, stesso male accadrebbe se uno di loro provasse sentimenti forti a tal punto da far nascere in sè una voglia di concepire pargoli. I successori venivano scelti subito: il guardiano con tale titolo infatti doveva, appena "salito al trono", scegliere un degno sostituitore nel caso lui avesse, per motivi sconosciuti o legali, cessato di vivere. Il trono donava loro immortalità, solo il bacio avvelnato della principessa gli avrebbe tolto la vita, o in caso di sgarro la pena di morte. Essa veniva effettuata a mò di rituale, il corpo veniva steso su un lenzuolo color nube e l'errante guardiano doveva stare immobile mentre le tarme gli divoravano la pelle, quello era l'unico modo conosciuto per ucciderli. Queste tarme erano state modificate geneticamente dalla strega Haxa, zia della principessa Harmonya, e conservate con cura nel suo antro scuro nella caverna ghiacciata a sud del regno.
Il tempo scorreva lentamente, e le melodie dolci cullavano ogni momento del giorno. La mattina gli abitanti erano accompagnati da una dolce melodia suonata al piano, il pomeriggio da un suono schietto del violino e la notte da un aspra nota di flauto.

Pallide guance color nespola, capelli mossi come tempesta color legno, labbra biancastre e occhi piccoli color sangue; questa era Aùrora. Un carattere duro per una fanciulla: le sue risposte erano brevi e concise, quasi ciniche. Il suo comportamento era apocrifo forse a causa della perdita del fratello quando era ancora molto piccola, che gli ha causato un trauma immenso e le ha segnato la vita. Infatti nella sua infanzia vaga solo un ricordo dove lei aveva una cotta per lui, non corrisposta.
La sua morte fù, non per vecchiaia o malattia ma per amore. Un giorno si spinse troppo ai confini, cadde sulla terra e incontrò una giovane umana. Il suo corpo era caldo e i suoi occhi si illuminavano di una luce di speranza che da tempo nel suo regno tutti avevano perduto. Quel giorno scattò la scintilla, anche se non era affatto ignaro delle proibizioni che gli erano state imposte dalla loro comunità: era illegale e incocepibili anche solo un piccolo contatto o parola con un umano, lui decise di ignorare tali ordini e di sfidare il suo destino vedendosi con una di loro.
Al prolungato contatto con uno di essi gli abitanti, abituati a vivere in mezzo al ghiaccio si sarebbero sciolti e avrebbero cessato di esistere. Lui fece l'errore di confessare la verità della sua provenienza alla giovane terrestre, che incredula si spaventò a tal punto da volerlo uccidere credendolo pazzo.
Col tempo il re lo venne a sapere e rapì l'umana per ucciderla, assieme al traditore che aveva disubbidito alle leggi.
L'aspetto tra umani e abitanti del ghiaccio era molto simile con alcune piccole differenze, il colore di pelle di quest'ultimi era più spento.
Essi conoscevano dalla nascita tutte le lingue del mondo, e potevano dialogare con i terrestri in modo facile e veloce se solo gli era concesso.
Il re, padre di Harmonya era molto severo, anch'esso scosso a causa della perdita della moglie che aveva una salute cagionevole.

Voce melodiosa, viso angelico e raffinato, capelli color oro, labbra carnose e occhi color zaffiro. Caelum, il poetico giovane pianista. Amava scrivere e dipingere per sfogare il suo mancato sentimento d'affetto che gli era stato tolto. Osservava le rondini dall'alto, che scorrevano veloce sotto i suoi piedi. Figlio addottivo di una modesta famiglia dol nord ovest. Aveva un carattere debole a causa dei suoi vizi. Indubbiamente non gli mancava la dolcezza e il buon cuore, che donava gentilmente a tutti i paesani con la sua musica.

Capelli lunghi, corvini e lineamenti duri coronavano il viso di Kalt, giovane violinista con la passione per il combattimento. Era colui che governava la sua musica da più tempo, infatti nel passato non aveva mai avuto problemi legali e aveva sempre rispettato le regole, fino ad ora... fino al giorno in cui nacque Harmonya.

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